Nei giorni scorsi l’Associazione degli Ivoriani di Reggio Emilia ha denunciato pubblicamente quello che accade davanti allo Sportello Immigrazione della Questura di Reggio Emilia: decine di migranti, tra cui donne e minori, sono costretti ad aspettare per ore all’aperto, sotto la pioggia, per poter accedere alle procedure di rinnovo del permesso di soggiorno. Chi si presenta oggi per prendere un appuntamento per il rinnovo si sente rispondere che le prime disponibilità sono a giugno. Questo vuol dire mesi di attesa …
Continua a leggereSiamo stanchi di aspettare: la protesta dei/delle migranti di Reggio Emilia
Nei giorni scorsi l’Associazione degli Ivoriani di Reggio Emilia ha denunciato pubblicamente quello …
Il diciottesimo giorno. Testimonianza di una compagna iraniana
di SAJEDEH JALALI Di seguito pubblichiamo un intervento di Sajedeh Jalali, compagna iraniana in dias…
Per Shahin, per la libertà di movimento e di parola contro guerra e genocidio
Alcuni giorni fa l’imam Mohamed Shahin, da vent’anni in Italia dove vive con la sua famiglia, figura…
Razzismo di governo e di profitto. Il lavoro migrante nell’Europa in guerra
Il rinnovo del memorandum di intesa tra Italia e Libia è scattato automaticamente a inizio novembre,…
Contro la violenza patriarcale e la guerra, per fare la differenza
Il 22 e il 25 novembre saremo in piazza con i Centri antiviolenza femministi e Non una di meno. Riba…
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Per Shahin, per la libertà di movimento e di parola contro guerra e genocidio
Alcuni giorni fa l’imam Mohamed Shahin, da vent’anni in Italia dove vive con la sua famiglia, figura di riferimento di una delle principali moschee di Torino e parte del coordinamento “Torino per Gaza”, è stato prelevato da casa, privato del suo permesso di lungo periodo e rinchiuso nel CPR di Caltanissetta con un decreto di espulsione firmato dal ministro Piantedosi. Il problema sarebbero alcune frasi pronunciate nello scorso ottobre in una manifestazione per la Palestina, in cui ha definito il …
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Razzismo di governo e di profitto. Il lavoro migrante nell’Europa in guerra
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Tre figli, una patria, nessuna libertà sessuale nella turchia di Erdogan
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Il diciottesimo giorno. Testimonianza di una compagna iraniana
di SAJEDEH JALALI Di seguito pubblichiamo un intervento di Sajedeh Jalali, compagna iraniana in diaspora che adesso vive a Francoforte, con cui negli anni abbiamo attraversato le piazze per Mahsa Amini al grido di Jin, Jiyan, Azadi. Contro il silenzio imposto dal regime iraniano dopo le sollevazioni di massa che hanno attraversato le 31 province iraniane, vogliamo dare voce a chi continua a scendere in piazza e a lottare per la propria libertà. Chi insorge non può più accettare l’impoverimento, …
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Contro la violenza patriarcale e la guerra, per fare la differenza
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Tre figli, una patria, nessuna libertà sessuale nella turchia di Erdogan
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Il diciottesimo giorno. Testimonianza di una compagna iraniana
di SAJEDEH JALALI Di seguito pubblichiamo un intervento di Sajedeh Jalali, compagna iraniana in diaspora che adesso vive a Francoforte, con cui negli anni abbiamo attraversato le piazze per Mahsa Amini al grido di Jin, Jiyan, Azadi. Contro il silenzio imposto dal regime iraniano dopo le sollevazioni di massa che hanno attraversato le 31 province iraniane, vogliamo dare voce a chi continua a scendere in piazza e a lottare per la propria libertà. Chi insorge non può più accettare l’impoverimento, …
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Per Shahin, per la libertà di movimento e di parola contro guerra e genocidio
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Dopo le espulsioni razziste dai CAS ecco le indagini penali contro i migranti di Malalbergo
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L’8M E L’URGENZA DELLA RIBELLIONE FEMMINISTA E MIGRANTE
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Il 23 novembre e oltre: contro la violenza maschile e la guerra che arma il patriarcato
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Dopo le espulsioni razziste dai CAS ecco le indagini penali contro i migranti di Malalbergo
La scorsa settimana, ad alcuni migranti ospiti del centro di accoglienza straordinaria di Malalbergo è stato notificato l’avvio delle indagini nei loro confronti per il reato penale di “invasione di terreni o edifici”. Poco più di un mese fa, a quegli stessi migranti era stato comunicato che, avendo ottenuto la protezione internazionale, avrebbero dovuto lasciare entro tre giorni la struttura ospitante, senza alcuna proposta di inserimento nella seconda accoglienza e, perciò, con l’unica prospettiva di ritrovarsi senza un tetto sopra …
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Espulsioni interne a Bologna. Come Prefettura e governo vogliono liberarsi dei migranti dei Cas
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La lotta nel CPR di Via Corelli: la libertà dei migranti non si può confinare
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Successo o rappresaglia? / Succès ou représailles? / Success or Retaliation?
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Di che cosa dovremmo avere paura? Intervista a M. sul razzismo nel centro Mattei
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Come la Germania Giustifica lo Sfruttamento dei Rifugiati in Grecia
di SIYAVASH SHAHABI Ho seguito da vicino la recente decisione della Corte Costituzionale Federale tedesca—perché non si tratta solo di un singolo caso. Si tratta di un intero sistema sotto il quale persone come me vivono ogni giorno. Il caso riguardava un rifugiato afghano che aveva già ottenuto lo status di protezione in Grecia. Si era recato in Germania, aveva presentato nuovamente domanda di asilo, e la sua richiesta era stata respinta. Sosteneva che essere rimandato in Grecia avrebbe …
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Libertà di movimento per tutte e tutti: fine della Guerra, fermiamo le deportazioni.
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Non ci sbatterete per strada. Conferenza stampa dei migranti di Ozzano contro le espulsioni dal CAS
Texte en français après la vidéo // English translation follows the video Decine di migranti del CAS di Ozzano, subito dopo aver ottenuto il parere positivo della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, si sono visti dare dieci giorni di tempo per abbandonare il centro. La direzione del centro li ha minacciati dicendo che, se si rifiuteranno di farlo, verranno denunciati alla polizia. È la conseguenza delle politiche razziste del governo Meloni e delle sue prefetture che, mentre …
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Continua la mobilitazione dei migranti a Piacenza per il pocket money
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Vogliamo i nostri pocket money. Mobilitazione dei migranti a Piacenza
Coordinamento Migranti Il Coordinamento migranti Bologna e provincia è nato nel 2004.














