la guerra vista dalle e dai migranti

Questa sezione del sito del Coordinamento dà voce a tutte quelle migranti e quei migranti che stanno pagando il prezzo della guerra. Si tratta di un prezzo che non appare nelle cronache o se vi appare scompare immediatamente. La guerra ha causato la migrazione di centinaia di migliaia di donne ucraine, che hanno dovuto abbandonare tutto ciò che avevano e che ora possono contare soprattutto sul sostegno di altre donne emigrate prima di loro, per lo più occupate nel lavoro di cura. La guerra è violenza e discriminazione. I migranti africani hanno potuto abbandonare l’Ucraina con enorme difficoltà, finendo immediatamente in fondo alla fila di chi può superare le frontiere. La guerra cambia anche la vita delle donne e degli uomini che hanno richiesto l’asilo negli scorsi anni e stanno aspettando il riconoscimento del loro status e un permesso di soggiorno. Tutti loro giungono da paesi che conoscono la stessa violenza della guerra europea che si combatte in Ucraina, molti di loro hanno attraversato i lager libici. Tutti loro sono però sottoposti a norme diverse da quelle stabilite per le profughe che arrivano dall’Ucraina. E percepiscono chiaramente la discriminazione che li colpisce per non essere europei o per il colore della loro pelle. Questa sezione del nostro sito darà voce a tutte queste migranti e a tutti questi migranti che hanno vissuto e vivono la guerra sulla loro pelle, che sono scappati, che hanno cercato di salvare i propri figli, che sotto il peso della violenza e lo scandalo della disuguaglianza sentono la necessità di far sentire la loro voce.

Per Shahin, per la libertà di movimento e di parola contro guerra e genocidio

Alcuni giorni fa l’imam Mohamed Shahin, da vent’anni in Italia dove vive con la sua famiglia, figura di riferimento di una delle principali moschee di Torino e parte del coordinamento “Torino per Gaza”, è stato prelevato da casa, privato del suo permesso di lungo periodo e rinchiuso nel CPR di …

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Razzismo di governo e di profitto. Il lavoro migrante nell’Europa in guerra

Il rinnovo del memorandum di intesa tra Italia e Libia è scattato automaticamente a inizio novembre, al termine di un mese durante il quale nel Mediterraneo sono morti più di settanta migranti. Qualche giorno più tardi, l’esercito del governo provvisorio di Tripoli – che con Meloni e Erdoğan condivide la …

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Tre figli, una patria, nessuna libertà sessuale nella turchia di Erdogan

Mentre si presenta al mondo come un difensore del popolo palestinese, Erdogan sfrutta la guerra per rafforzare il proprio potere in Occidente e nei confronti del mondo islamico. Verso l’interno, questa legittimazione internazionale permette di portare avanti le sue politiche autoritarie e patriarcali. È recente la proposta di un disegno …

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Il razzismo di guerra e il suo rifiuto: migranti nel movimento dello sciopero

Mentre prosegue l’occupazione della città di Gaza da parte dell’esercito israeliano, la vita delle donne e degli uomini palestinesi che tentano di fuggire dal genocidio è appesa al razzismo istituzionale dei governi di tutto il mondo. Da più di un mese, gli Stati Uniti di Donald Trump, che nelle ultime …

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Non solo Trump: anche l’UE sta conducendo una crociata contro i migranti

di NIDZARA AHMETAŠEVIĆ e EMINA BUZINKIĆ 29 marzo 2025 – Al Jazeera   Da mesi, l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump sta portando avanti una repressione della migrazione ampiamente pubblicizzata. Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) e l’agenzia per l’immigrazione (ICE) hanno trasformato le deportazioni in spettacoli mediatici, diffondendo video …

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Come la Germania Giustifica lo Sfruttamento dei Rifugiati in Grecia

di SIYAVASH SHAHABI   Ho seguito da vicino la recente decisione della Corte Costituzionale Federale tedesca—perché non si tratta solo di un singolo caso. Si tratta di un intero sistema sotto il quale persone come me vivono ogni giorno. Il caso riguardava un rifugiato afghano che aveva già ottenuto lo …

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Libertà di movimento per tutte e tutti: fine della Guerra, fermiamo le deportazioni.

di TRANSNATIONAL MIGRANTS’ COORDINATION   All’inizio di marzo, come Transnational Migrants Coordination, abbiamo organizzato un’assemblea pubblica con la partecipazione di attivisti, attiviste e migranti provenienti da Stati Uniti, Messico, Italia, Slovenia, Serbia, Germania, Belgio e Grecia. Insieme, abbiamo preso una posizione collettiva contro l’attuale attacco a donne e uomini migranti …

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Lottando nel buio per la luce. Diaro di viaggio in Rojava [e-book]

Viaggio tra le donne della Rojava Questo viaggio è stato fatto due settimane prima dell’annuncio storico di Abdullah Öcalan di sciogliere il Partito dei Lavoratori del Kurdistan PKK e di deporre le armi. Il diario è stato scritto nel corso del viaggio e cerca di restituire il clima di determinazione …

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La guerra contro le donne e gli uomini migranti inizia in Tunisia

L’8 novembre scorso, al largo di Sfax, un mezzo della Guardia Costiera tunisina ha speronato una barca carica di migranti, provocandone il capovolgimento. A bordo vi erano oltre 80 persone, tra cui donne e bambini. Il bilancio è tragico: 52 morti, molti dei quali in fuga da conflitti come quello …

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La nuova frontiera della deportazione: contro il laboratorio albanese

Lunedì la nave militare Libra è salpata per trasportare in Albania i primi 16 migranti destinati a essere prigionieri di una struttura in attesa del rimpatrio. I migranti sono stati selezionati a bordo della nave su cui sono stati salvati, gli uomini sono stati divisi da donne e bambini e …

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