Interporto

Immagazzinare la pandemia. Intervista a tre migranti contagiati dalla Bartolini

Il Coordinamento Migranti Interporto ha intervistato tre richiedenti asilo coinvolti nel focolaio bolognese di coronavirus in Bartolini. L’intervista mostra chiaramente cosa significa per migranti e richiedenti asilo rischiare ogni giorno di contrarre il virus nei magazzini o nell’accoglienza. Per il lavoro a chiamata non ci sono né ‘smart working’ né …

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«Il lavoro non si può comandare». Lo sfruttamento del lavoro migrante alla Bartolini di Bologna – intervista collettiva

Il caso della Bartolini non è eccezionale, è la normalità della grande fabbrica dell’Interporto e dell’intero settore della logistica. Questa normalità dello sfruttamento rischia di diventare un incubo di irregolarità ancora peggiore per migranti e richiedenti asilo durante l’attuale emergenza coronavirus. Molti di quelli che hanno contratti a chiamata restano …

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L’Interporto non dorme mai

L’Interporto non dorme mai. È una grande fabbrica che lavora senza interruzione, giorno e notte, sfruttando noi migranti e richiedenti asilo attraverso contratti a chiamata o agenzia interinale. Se ci chiamano poco, il salario non ci basta. Se ci chiamano troppo, non possiamo dire no. A volte entriamo con il …

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VOCI DALLA GRANDE FABBRICA DELL’INTERPORTO/3

«Io sono arrivato qui vivo, e continuerò a vivere anche se non firmo questo contratto» D. ha risposto così all’agenzia che gli ha proposto un contratto di lavoro all’Interporto di tre ore al giorno. Tre ore al giorno in magazzino e due ore di bicicletta per andare e tornare dal …

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VOCI DALLA GRANDE FABBRICA DELL’INTERPORTO/2

«N*gro di merda»: parole che i migranti che lavorano all’Interporto si sentono dire mentre scaricano pacchi o caricano i muletti. Dopo la denuncia pubblica di M. al capoturno razzista che abbiamo pubblicato, un altro lavoratore migrante, che chiameremo C., ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia di ordinario …

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VOCI DALLA GRANDE FABBRICA DELL’INTERPORTO/1

«Non vedi che sto parlando al telefono n*gro di merda?!!» è quello che un capoturno ha urlato a M, facchino migrante che lavora in un grande magazzino dell’Interporto di Bologna. Evidentemente non basta il ricatto dei documenti per tenere i migranti al “loro posto” (ovvero sempre in silenzio a lavorare), …

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