Solidarietà ai migranti di Eleonas e ai sostenitori arrestati!

Pubblichiamo questo testo, scritto da Giannis, del collettivo greco Solidarity with migrants, per esprimere come TMC il nostro pieno sostegno alla lotta condotta dai migranti per impedire la chiusura del campo di Eleonas, l’unico centro di accoglienza di Atene. Per il 30 agosto era previsto lo sgombero e l’espulsione dei migranti dal campo, ma non è avvenuto, la morte di uno degli abitanti del campo ha fatto posticipare la data a causa delle ulteriori tensioni che ne sono scaturite, ma non ha fermato le forze dell’ordine, che torneranno nei prossimi giorni. Mentre la polizia usa la violenza per sgomberare il campo, aggredendo senza esitazione anche donne incinte, il Paese continua a respingere brutalmente i migranti, a costruire muri, a militarizzare i confini. Lo stesso accade al confine tra Turchia e Iran, dove Erdogan ha ordinato di costruire un muro, e ai confini tra Polonia, Bielorussia e Lituania, dove vengono accettati solo i rifugiati di pelle bianca provenienti dall’Ucraina. Mentre la guerra in Ucraina riconfigura il regime migratorio e le crisi energetiche e alimentari impongono di accettare i migranti solo come lavoratori per colmare la carenza di manodopera, donne e uomini migranti continuano ad attraversare il Mediterraneo e le rotte verso est per ottenere migliori condizioni di vita e maggiore libertà. In questo momento, più che mai, rivendichiamo la libertà di movimento e un permesso di soggiorno europeo incondizionato. Dall’8 all’11 settembre saremo presenti all’incontro transnazionale di Sofia per discutere delle lotte dei migranti contro lo sfruttamento, il razzismo e la violenza patriarcale e organizzarci insieme.


La lotta dei migranti del campo di Eleonas ad Atene contro il loro trasferimento forzato va avanti da mesi. Si rifiutano di essere trasferiti dall’unico campo della città di Atene a campi emargin

ati in mezzo al nulla, o di affrontare la condizione di senzatetto o l’espulsione forzata dal paese. I migranti chiedono che le p

rocedure di asilo vengano espletate più rapidamente, che i documenti vengano consegnati in ordine e di essere ospitati in città in alloggi dignitosi. Nei mesi scorsi, il Comune di Atene ha annunciato la chiusura del campo per promuovere la “rigenerazione” delle aree di Botanikos ed Eleonas. Dal giugno 2022, il Ministero della Migrazione e dell’Asilo ha minacciato i residenti del campo di Eleonas di lasciare la struttura. Da allora sono stati organizzati diversi trasferimenti in campi come Schisto, Ritsona e Malakasa.

Il 18 agosto è stata condotta una violenta operazione da parte di unità speciali di polizia che hanno fatto irruzione nel campo, in collaborazione con il responsabile del centro, per contribuire all’attuazione dei trasferimenti. Neonati, bambini e madri che protestavano alle 4 del mattino sono stati attaccati con lacrimogeni e granate stordenti, creando un’atmosfera di paura e paranoia in un luogo dove la gente cerca rifugio dalla guerra e dalla violenza della polizia. Tuttavia, grazie alla mobilitazione dei migranti, la polizia è riuscita a trasferire solamente alcuni dei residenti.

Il 19 agosto, alle 7 del mattino, le forze di polizia sono state nuovamente dispiegate contro i migranti. I residenti del campo volevano impedire al direttore di entrare nel campo per ritardare i piani di trasferimento, ma questo ha nuovamente ordinato l’impiego di unità di polizia che hanno picchiato migranti e solidali, di cui sei sono stati arrestati solo per aver sostenuto la lotta. Saranno processati il 1° settembre con accuse che includono insulti, minacce, resistenza, interruzione del funzionamento di un servizio pubblico e disturbo della quiete pubblica. Questa operazione era chiaramente un modo per diffondere la paura tra i residenti del campo e i solidali, ma non ci riusciranno.

Nel frattempo, il responsabile del campo continua a ricattare e intimidire i residenti del campo, o addirittura ad arrestarne alcuni mentre sono dentro o fuori dal campo con scuse di vario genere. Il prossimo trasferimento dovrebbe avvenire la prossima settimana, forse prima dell’alba del 30 agosto. I migranti sono stati informati del trasferimento tramite un documento scritto, ed è stato anche detto che se si rifiutano di andarsene, saranno buttati per strada, mentre le loro pratiche di asilo saranno bloccate e rimosse dal sistema di asilo greco.

I migranti di Eleonas con la loro lotta sono già riuscita a rimandare la chiusura del campo e hanno guadagnato attenzione da parte dell’opinione pubblica, anche internazionale, facendo pressione sul governo greco che usa violenza anche contro bambini e donne incinte. La determinazione dei suoi abitanti a continuare la lotta fino alla fine dà forza a tutti noi, ma richiede anche la nostra solidarietà in ogni modo possibile. Siamo al fianco dei migranti che rifiutano di essere trasferiti con la forza in altri campi e sosteniamo la loro lotta per la libertà di movimento contro il regime transnazionale di violenza e confini. Per questo motivo parteciperemo all’incontro transnazionale di Sofia per rafforzare e ampliare le nostre lotte e organizzare il potere dei migranti a livello transnazionale.

La lotta del campo di Eleonas è giusta e deve vincere!

Le accuse contro tutti gli arrestati devono cadere!

Rivendichiamo la libertà di movimento, la casa, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i diritti di lavoro e il permesso di soggiorno per tutti!

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