La dura verità. Lettera aperta delle operaie Yoox al sindaco e alle istituzioni.

 Pubblichiamo di seguito la lettera aperta delle operaie Yoox in sciopero rivolta al Sindaco e alle ististuzioni.

Noi, lavoratrici Yoox in sciopero da tre settimane, vogliamo raccontare quello che stiamo vivendo alla città, al comune, e all’Assessore al lavoro che oggi ha ricostruito la nostra vicenda durante il consiglio comunale, annunciando di avere fatto una richiesta formale all’ispettorato per l’accertamento dei fatti di cui siamo protagoniste. Si è parlato di capire dove sta la verità e crediamo di avere il diritto di dire la nostra su questo, soprattutto di fronte alla “verità” ricostruita da chi non conosce la nostra vita e la nostra situazione perché è troppo occupato a difendere le aziende che ci sfruttano e la loro immagine.
Siamo donne sole, con figli interamente a nostro carico. Siamo donne sposate con figli, con mariti che hanno turni notturni inconciliabili con i nuovi turni imposti dalla Yoox. Siamo donne costrette al congedo per badare a figlie malate che non possono rimanere a casa sole. Siamo madri separate, costrette a cambiare casa e vivere dai nostri parenti perché raggiungere l’interporto alle 5 del mattino o tornare a casa alle 23 non è possibile senza una macchina. Una casa che spesso è impossibile trovare a causa del razzismo che troviamo anche fuori dal posto di lavoro. Siamo ragazze madri che hanno dovuto chiedere ai propri genitori di trasferirsi in Italia e ora viviamo in 6 in 50 metri quadri. Siamo madri che per fare il turno serale sono costrette a lasciare i figli ai compagni e ai mariti che lavorano come autisti di camion e che devono portarseli dietro, oppure siamo costrette a lasciarli a sconosciuti perché i nostri mariti lavorano dalle 5 del mattino alle 20 di sera. Le nostre figlie e i nostri figli non passano le serate davanti alla TV come tutti gli altri bambini, e spesso passano le giornate senza vedere i genitori.
Avere dei turni centrali per noi è essenziale, non è un capriccio come dice qualcuno che la verità delle nostre vite non ha mai dovuto affrontarla.
I turni che Yoox ci sta imponendo non sono una misura presa contro il Covid, erano previsti da molto prima, e sappiamo che saranno mantenuti anche dopo, così come sappiamo che la proposta di una banca ore non è una soluzione per noi.
Chiediamo alle istituzioni di intervenire perché in ballo c’è la nostra vita e il nostro futuro. Sentirci rispondere che «siamo poche» e la maggior parte delle lavoratrici non si lamenta, non lotta, o che sono state capaci di organizzarsi per noi è inaccettabile. Lo ha detto Yoox, lo ha detto anche la CGIL, e questo non ci sembra diverso dalla dichiarazione fatta qualche giorno fa da un presidente di Confindustria: se muore qualcuno, pazienza, purché la produzione vada avanti. Davvero voi pensate che le nostre vite e quelle delle nostre figlie e dei nostri figli valgono così poco da non meritare una risposta e una soluzione? Davvero pensate che se non riusciamo a organizzarci è un problema nostro e siamo sacrificabili? Noi stiamo lottando con coraggio non solo per noi stesse, ma anche per tutte le donne che hanno paura di farlo perché sono davanti allo stesso ricatto che affrontiamo noi tutti i giorni. Se Yoox e il suo sindacato hanno bisogno di sminuire la nostra forza e la nostra vita evidentemente abbiamo toccato il loro punto debole.
Noi siamo qui per una richiesta semplice e otteniamo risposte cariche di indifferenza e di odio. Il nostro Natale non sarà come quello dei responsabili Yoox, quello dei nostri figli e delle nostre figlie non sarà un Natale come quello dei bimbi ricchi. Chiediamo alla città e alle istituzioni di vedere questa verità e di darci una risposta concreta.

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