noi prendiamo parola

Il razzismo democratico e la complicità delle istituzioni #4 Perché le Commissioni territoriali impiegano più di anno a decidere sulle richieste di asilo?

Nella gran parte dei casi, ci vuole più di un anno affinché un richiedente asilo venga ascoltato dalla Commissione territoriale, che deciderà se potrà restare regolarmente in Italia o verrà condannato alla clandestinità. La legge parla di 30 giorni, ma le Prefetture si trincerano dietro il numero troppo alto di …

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Il razzismo democratico e la complicità delle istituzioni #3 Le nuove regole dell’accoglienza e i soliti ricatti contro i migranti 

Come vivono i migranti ai tempi dell’accoglienza? Ovvero, in che modo la Prefettura gestisce l’ordinaria accoglienza delle e dei richiedenti asilo? Sappiamo già che molti migranti di fatto non possono lavorare o sono obbligati a lavorare in nero a causa delle malepratiche della Questura, ma la Prefettura non vuole essere da meno nel rendere …

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Il razzismo democratico e la complicità delle istituzioni #2 La Questura e la sicurezza del lavoro nero

Insieme all’Associazione Senegalese di Bologna, alla Diaspora Ivoriana dell’Emilia-Romagna, proseguiamo la campagna di denunce contro il razzismo istituzionale che pervade il sistema dell’accoglienza e gli effetti concreti che ha sulla vita delle e dei migranti e di tutti.  Comunicato #2 Due mesi dopo aver fatto domanda di protezione internazionale i richiedenti asilo …

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Il razzismo democratico e la complicità delle istituzioni #1 La Questura di Bologna consegna ai migranti “documenti precari”

Insieme all’Associazione Senegalese di Bologna, alla Diaspora Ivoriana dell’Emilia-Romagna, abbiamo deciso di iniziare una campagna di denunce contro il razzismo istituzionale che pervade il sistema dell’accoglienza e gli effetti concreti che ha sulla vita delle e dei migranti e di tutti.  Comunicato #1  I migranti che fanno richiesta di asilo …

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Il razzismo democratico e i suoi complici istituzionali: Questura e Prefettura amministrano la paura dei migranti

I recenti fatti di Macerata sono la punta dell’iceberg di un razzismo e di un terrorismo contro i e le migranti che abbiamo già visto all’opera con gli spari a salve di fronte all’hub di Via Mattei. Un razzismo che viene costruito e riprodotto quotidianamente e democraticamente dalle leggi sulla migrazione, …

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In piazza con il coraggio e la rabbia dei migranti. Con Jennifer, Mahamadou, Gideon, Wilson, Festus e Omar.

Stiamo con chi scenderà in piazza sabato 10 febbraio a Macerata, a Milano e in altre città d’Italia. Con chi sfida il divieto di turbare le larghe intese sociali, cementate dal razzismo democratico, leghista o fascista. Con chi non si tira indietro per squallidi calcoli di bottega, perché ritiene che …

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Neri e migranti: bersagli democratici del fascista di turno

Hanno sparato a sei migranti, cinque uomini e una donna. Gli hanno sparato perché erano neri, dato che questo era il solo segno distintivo che li ha fatti diventare dei bersagli. È stato un maschio bianco a premere il grilletto. Ci basta questo. Non ci interessa andare dietro alla psicologia …

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In lotta contro la schiavitù, sospesi nei centri di accoglienza

Noi, richiedenti asilo e migranti rifugiati dei centri di accoglienza di Bologna, siamo scesi in piazza insieme alle studentesse e agli studenti migranti perché dall’inferno libico siamo fuggiti e non ci vogliamo più tornare. In Libia gli schiavi non sono solo quelli venduti all’asta. La schiavitù l’abbiamo vista tutte e …

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Dentro e fuori l’università: mai al nostro posto!

Il 2 dicembre nelle strade di Bologna è avvenuta una rivoluzione. Per la prima volta noi studentesse e studenti migranti dell’Università abbiamo preso parola collettivamente e pubblicamente per andare oltre la nostra condizione. Lo abbiamo fatto denunciando la schiavitù in Libia insieme alle e ai migranti che lavorano qui da …

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Libere di muoverci, libere dalla violenza

Il 2 dicembre noi donne migranti ci siamo riprese la piazza e il megafono per far sentire la nostra voce. Abbiamo manifestato contro la schiavitù e gli accordi con la Libia perché quello che da tempo accade a chi sceglie di partire è inaccettabile. Abbiamo manifestato perché la violenza che …

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