#8marzo Con le migranti in sciopero contro Yoox

Da mesi lottiamo insieme alle operaie migranti della Yoox per ottenere risposte di fronte a una situazione che rende la vita delle donne impossibile, soprattutto quando migranti e madri.
Lottiamo perché, durante una pandemia globale, la Yoox ha deciso di mettere le operaie di fronte a un ricatto: accettare i turni imposti o stare a casa e perdere il lavoro. La Yoox considera questa una libera scelta data alle lavoratrici, proposta per far fronte all’emergenza Covid nel luogo di lavoro. Queste operaie che per anni hanno lavorato a ritmi estenuanti e hanno permesso all’azienda di diventare un colosso dell’e-commerce della moda, vengono ripagate con turni di lavoro spezzati e orari che non permettono di portare i figli a scuola o di metterli a dormire la sera. Le stesse operaie che grazie alle loro lotte hanno contratti a tempo indeterminato e che ora sono un peso che grava sui profitti dell’azienda. L’azienda dice che questi turni sono stati imposti per il bene e per la salute delle operaie. Al di là del fatto che questo cambio di orari era stato deciso già da prima dell’inizio della pandemia, ci chiediamo dov’era la salute delle operaie quando in questi anni hanno rinunciato a una vita normale per lavorare ai ritmi che l’azienda esigeva? Dov’è adesso la loro salute, mentre la zona rossa impone restrizioni a tutta la loro vita ma non al loro sfruttamento? In che modo turni che cominciano alle 5 del mattino e finiscono alle 23 di sera favoriscono il bene di operaie che con le scuole chiuse si ritrovano anche i figli a casa e non possono prendersene cura?


Abbiamo scioperato e stiamo ancora lottando perché finora le premurose risposte della Yoox sono state “pagatevi una baby-sitter” o “licenziatevi, tanto ci sono i mariti”. Come se i salari di Yoox bastassero a pagare un aiuto in casa o come se i mariti fossero disponibili a fare quel lavoro gratuito che le donne fanno da sempre. O come se anche i mariti non fossero sfruttati e il loro salario fosse sufficiente da solo a campare una famiglia. A parte che spesso i mariti non ci sono neppure, perché noi donne dovremmo ancora accettare che ci venga detto, come fosse naturale, che sarà il maschio di casa a guadagnare il pane? Yoox sa che il vintage va di moda.
Forse Yoox fa finta di non vedere che praticamente tutte le operaie che lavorano per l’azienda sono donne e migranti, che se perdono il lavoro rischiano di perdere il permesso di soggiorno o di non poter accedere, dopo anni di sacrifici, alla cittadinanza. La realtà però è che lo vede benissimo e usa questo razzismo istituzionale e il suo supporto patriarcale per imporre un ulteriore ricatto: “lavora alle mie condizioni o torna a casa a fare la brava moglie”. È difficile non vedere quanto razzismo e quanto maschilismo gronda da queste affermazioni.
D’altra parte Yoox ha potuto contare sull’ispettorato del lavoro che ha fatto la sua visita di cortesia concludendo che tutto va bene nei magazzini della Yoox all’interporto di Bologna, senza parlare neppure con una singola lavoratrice. Ha potuto contare anche sulla complicità di sindacati confederali abituati a fare accordi a favore delle aziende e poi a espellere chi tra le sue file sta dalla parte delle operaie.
Soprattutto però Yoox può contare sulla sua immagine di azienda sensibile, attenta alle “diversità”, emancipata e gender friendly, fiore all’occhiello dell’imprenditoria emiliana e perciò tanto amata dalle istituzioni, non solo locali.

Con questa campagna grafica vogliamo semplicemente mostrare che cosa vuol dire per Yoox essere “attenti alle diversità”: sei donna? Migrante? Madre? Lotti per la tua libertà? Yoox sfrutterà ognuna di queste differenze, ma non sarà per il tuo bene. Con questa campagna grafica l’Assemblea donne del Coordinamento migranti vuole puntare i riflettori su quei luoghi e su quelle donne che non appaiono nelle pagine patinate del suo sito, dove oggetti che per molte di noi non sono neppure riconoscibili, costano quanto quello che guadagniamo in due mesi, e spesso anche di più. Ma soprattutto verso e oltre l’8 marzo, sciopero femminista globale, vogliamo fare luce sulle nostre lotte e sulle nostre rivendicazioni.

La pandemia ci impone la responsabilità politica di proteggerci collettivamente dai contagi, mentre le aziende restano aperte e non hanno di questi scrupoli, ma lo sfruttamento razzista e maschilista che in questa crisi pandemica sta minacciando la nostra libertà ci impone anche di continuare la nostra lotta. Non potremo scendere in piazza l’8 marzo, ma accumuliamo tutta la nostra forza per farlo appena sarà possibile.

 

Appello https://www.coordinamentomigranti.org/2020/12/09/donne-che-non-hanno-paura-sostieni-lo-sciopero-delle-operaie-yoox/

Lettera al sindaco e alle istituzioni https://www.coordinamentomigranti.org/2020/12/18/la-dura-verita-lettera-aperta-delle-operaie-yoox-al-sindaco-e-alle-istituzioni/

Comunicato dell’assemblea donne 14/12/2020 https://www.coordinamentomigranti.org/2020/12/14/comunicato-dellassemblea-donne-del-coordinamento-migranti-per-lo-sciopero-delle-operaie-yoox/

Yoox e confederali impongono turni impossibili alle operaie, audio della riunione del cambio di appalto 27/12/2019http://YOOX e confederali impongono turni impossibili alle operaie – audio dell’incontro https://www.coordinamentomigranti.org/2021/01/15/il-passaggio-di-appalto-e-il-cambio-dei-turni-riunione-yoox-27-12-2019/

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